Il
Taurasi D.O.C.G.
D.M.
11.03.1993, D.P.R. 26.03.1970, D.M.
30.11.91
Produzione
Hl.: 2.136
Dal
migliore vitigno dell'antichità la Vitis hellenica
(l'odierno Aglianico) si ottiene il vino Taurasi, considerato
a ragione il miglior prodotto, il Re, il Monarca di
tale prestigiosa famiglia. Il nome deriva dalla cittadina
omonima, l'antica Taurasia dalle vigne opime (Tito Livio).
La
zona di produzione comprende, in tutto, il territorio
di 17 comuni: Pietradefusi, Venticano, Mirabella Eclano,
Torre le Nocelle, Montemiletto, Taurasi, Santangelo
all'Esca, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, San Mango sul
Calore, Paternopoli, Castelvetere sul Calore,
Montemarano.
Perfetto
appare l'equilibrio tra il clima, il vitigno e il terreno,
equilibrio che si è andato armonizzando e rafforzando
nei secoli, fino a fondersi in un vino dalle caratteristiche
superiori, che si caratterizza per la complessità
aromatica, il gusto vellutato, pieno ed elegante, i
profumi intensi e delicati.
L'anno
1992 è stato , di sicuro, il più importante,
in quanto ha visto il passaggio dalla DOC "Taurasi"
alla DOCG "Taurasi" attraverso il relativo
procedimento di riconoscimento. In seguito alla presentazione
di una istanza di riconoscimento da parte degli interessati
al Comitato Nazionale per la tutela delle Denominazioni
di Origine il giorno 10 Dicembre 1991 il Presidente
della Commissione regionale del suddetto Comitato, commissione
delegata per la Campania, evidenziò l'esigenza
di dar luogo all'istruttoria concernente l'istanza in
oggetto. Tale istruttoria si articolò in una
pubblica audizione e in un sopralluogo nelle zone interessate.
Gli adempimenti furono effettuati dalla Commissione
regionale composta, oltre che dal Presidente, da tre
membri del Comitato Nazionale e due della Segreteria.
In primo luogo si accertò se il vino "Taurasi"
avesse o meno il requisito di "Particolare Pregio",
condizione necessaria e indispensabile per il passaggio
dalla DOC alla DOCG.
A tal fine, antecedentemente all'istruttoria, furono
effettuati tutti gli adempimenti relativi al prelievo
dei campioni ed all'esame organolettico da effettuare
sugli stessi campioni. I suddetti prelievi vennero eseguiti
su campioni anonimi di cinque annate e precisamente
del 1986, 1987,1988,1989,1990.
In seguito ai risultati di tali prelievi il 6 Aprile
1992, nella seduta del Comitato Nazionale per la tutela
delle Denominazioni d'Origine dei vini, al vino "Taurasi"
fu riconosciuto il requisito di "Particolare Pregio"
atto a farlo diventare vino a Denominazione d'Origine
Controllata e Garantita. Si tratta di un riconoscimento
di gran peso, in quanto per la prima volta conferito
ad un vino dell'Italia centro-meridionale. Il Comitato
in concomitanza con il riconoscimento ottemperò
anche al rilascio del provvedimento finale del relativo
iter di riconoscimento, ossia alla presentazione di
un disciplinare. Il suddetto disciplinare si discostò
di poco dalla relativa proposta presentata dagli interessati.
Oggi,
il Taurasi, vinificato con le più moderne tecnologie,
ma nel rispetto della tradizione, è uno dei pochissimi
vini italiani meritevoli di lunghissimo invecchiamento.
La vite è, in prevalenza, allevata a guyot o
a cordone speronato in vigneti specializzati, a sesti
fitti, con produzioni che raramente superano gli ottanta
quintali ad ettaro.
Colore:
rubino intenso, tendente al granato fino ad acquistare
riflessi arancioni all'invecchiamen to;
Odore: caratteristico, etereo, gradevole,
più o meno intenso;
Sapore: asciutto, pieno, armonico,
equilibrato con retrogusto persistente;
Vitigni: Aglianico (min. 85%), altri
(tra cui il San Giovese, max 15 %);
Gradazione alcolica min. : 12,00 %
;
Produzione max: 100 qli/Ha;
Invecchiamento: 3 anni, di cui uno in botte;
Il
Taurasi , se invecchiato per almeno 4 anni, di cui 18
mesi in botte, e in possesso di una gradazione alcolica
non inferiore a 12,50 %, può riportare in etichetta
la dicitura riserva. Deve essere commercializzato solo
in bottiglie di forma bordolese di vetro scuro, con
tappo di sughero.
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